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Ducati Scrambler 1100: esagerata o no?

 Ducati Scrambler 1100: esagerata o no?

ducati scrambler 1100 Special

Verso la fine dell’anno scorso all’EICMA, la Ducati ha rivelato che le Scrambler 400cc e 800cc sarebbero state affiancate da una Scrambler 1100cc.

Tre nuovi modelli sono apparsi sul palco di Ducati: standard, special e Sport. Sì, uno Sport Scrambler – una decisione alquanto strana, nessuno definirebbe “sportiva” una Scrambler, e non dovrebbe esserlo davvero. Questa moto è nata per staccarsi dalle prestazioni pure, dalla ricerca del tempo e della sportività a tutti costi. Nasce con un animo vintage nell’aspetto e nella voglia di libertà slegata dalle prestazioni pure. Anche per le Pirelli MT60RS di primo equipaggiamento: ottime ma non certo una lama.
I tre modelli hanno varie differenze.

ducati scrambler 1100 pirelli
Ducati Scrambler 1100 Special

Il modello Special è dotato di ruote a raggi per quel look retrò Scrambler e manubrio basso, collettori di scarico cromati, sella trapuntata in pelle marrone e forcellone spazzolato. Il modello Sport condivide i cerchi in lega con il modello standard, ma ha alcune lavorazioni extra sui raggi e elimina le forcelle Marzocchi e il monoammortizzatore Kayaba a favore di componenti Ohlins completamente regolabili. Per le ruote la Ducati si è mantenuta la configurazione tipica con il 18″ all’anteriore, il 17″ al posteriore. Nella fattispecie le 1100 montano un 120/70 ZR18 ed un 180/55 ZR17 con gomme Pirelli MT60RS di primo equipaggiamento.

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Per il resto i tre modelli Ducati sono più o meno identici. Ognuno di essi produce esattamente la stessa potenza (86 CV a 7.500 giri/min) e coppia (88 NM a 4.750 giri/min). Vantano anche lo stesso completo pacchetto elettronico. Montano un’unità di misura inerziale Bosch (IMU) che fornisce informazioni sull’angolo di inclinazione agli algoritmi che controllano i sistemi ABS e di controllo della trazione DTC. Questo è il genere di dotazioni che di solito si trovano su superbike, grand tourers e iper-naked.

Il motore Ducati 2 valvole raffreddato ad aria e di grande capacità ha tre riding mode: Active, Journey e City. Quest’ultimo riduce la potenza a 75cv. Tutte le modalità sono personalizzabili in termini di risposta dell’acceleratore, controllo della trazione e ABS.

Rispetto agli Scrambler più piccoli, il 1100 è più massiccio. È più largo di 50 mm, più lungo di 69 mm e ha una sella molto più ampia: 20 mm più alta (810 mm) e 43 mm più lunga per dar più spazio al passeggero se necessario. La capacità del serbatoio è maggiore di 1.5L, e la ruota anteriore, che è sempre da 18”, è frenata da due grandi dischi Brembo da 320mm con pinze ad attacco radiale. La qualità costruttiva è premium, come ci si aspetta da una Ducati. In Ducati ci tengono a specificare che solo 5 parti principali della moto sono in plastica. La croce nel faro (che è alogeno, non a LED) imita il nastro che i piloti Scrambler dovevano mettere sui fari anni fa durante le gare per evitare che il vetro si frantumasse.

Fatte tutte queste premesse, andiamo a fare un giro con la Ducati Scrambler 1100, ovviamente gommata Pirelli MT60RS.

Abbiamo preso contatto con la versione special, quindi con sospensioni standard e manubrio basso. Due cose ti colpiscono subito: in primo luogo la frizione è leggerissima, in secondo luogo il solito fantastico sound del pompone bicilindrico ad L raffreddato ad aria. Ed anche il fastidioso effetto on-off tipico dei vecchi pomponi Ducati è solo un vago ricordo.

In città la moto Ducati è maneggevole, ma ovviamente non è una bicicletta come la sorellina 400cc. Lasciato però il traffico urbano verso strade un po’ più aperte si comincia a godere. Il 1100 ha una schiena fantastica, anche sottocoppia tira sempre che è un piacere: da soli 3500 giri/min il grosso della coppia è infatti già disponibile. Ovviamente non ha molto allungo, ma…“chissene”.

Sulle strade più tortuose le cose si fanno interessanti in sella a questa Ducati. La strada che abbiamo percorso in mezzo agli alberi era spesso increspata dalle radici sotto l’asfalto. Con un passo brillante su questo asfalto non proprio da tavolo da biliardo, l’anteriore saltella un pochino. Rivelando forse il punto debole della forcella “base”. Nulla di seriamente problematico, sia chiaro: la Scrambler è fatta per godersi il paesaggio, non per cercare il tempo. Rallentando difatti siamo entrati nella vera mentalità di ciò che lo Scrambler 1100 è: un 800 con più coppia per tirare bene anche in due!

Detto questo, rimanendo su un tracciato misto, ma su un asfalto decentemente più liscio siamo rimasti piacevolmente sorpresi. Anche questa 1100, abbinata a pneumatici Pirelli MT60RS, è veramente efficace.

Apriamo una parentesi sulle gomme Pirelli MT60RS montati su questa Ducati: hanno un aspetto molto enduristico, ma in effetti sono pneumatici pensati per le supermoto. Quindi con una mescola molto adatta all’utilizzo stradale. La differenza è che Pirelli con la MT60RS, a differenza della concorrenza, ha voluto un battistrada un po’ più profondo. Detto questo…tengono molto più di quanto si possa pensare!

(LE TROVI QUI)

Il motorone non riesce mai a sopraffare il telaio e gli angoli di piega che si riescono a raggiungere sono ben maggiori di quanto potessimo immaginare.
Difetti? Ne abbiamo trovati 3:

  • Il cambio necessita veramente di essere rivisto. Le “sfollate” finchè non ci si abitua sono veramente troppe. (ndr. Come su Scrambler 800 e Monster 797)-
  • La strumentazione è bella e leggibile, ma non è minimamente intuitiva la navigazione tra le varie funzioni.
  • Il terzo è una mezza lamentela, siamo su una Scrambler. Quindi se il fondo è bagnato, pur non piovendo, ci si lava la schiena…
ducati scrambler 1100 MT60RS
ducati scrambler 1100 Special

E’ anche abbastanza comodo. La distanza tra le manopole e la sella è azzeccata. Anche se la sella è larga, non è un problema occuparla per un giorno intero: è comoda è ben fatta. La posizione di guida è tendenzialmente verticale, il che rende ottima la visibilità e la facilità di manovra e non si pesa sui polsi. Anche le vibrazioni non sono un problema: ce ne sono un po’ trasmesse attraverso le pedane quando il motore 1100 gira alto, ma capita raramente che succeda.

Riassumendo? E’ una Scrambler al 100%, vitaminizzata ma non cattiva si comporta come le sorelline con “solo” una buona dose di brio in più. Non bisogna cercare la prestazione – anche se probabilmente il modello sport lo permetterà un po’ di più – bisogna godersi la libertà e l’estrema bellezza!

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