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Come funzionano i Freni by wire della Alfa Romeo?

 Come funzionano i Freni by wire della Alfa Romeo?

Freni elettroidraulici by wire Alfa Romeo Giulia

La Alfa Romeo Giulia ha introdotto un’importante novità in ambito automobilistico: i freni elettroidraulici by wire.

Lo impianto frenante è il MK C1 ed è un sistema “by-wire”: il pedale del freno è infatti, disconnesso dall’impianto idraulico che aziona le pinze. Ha ovviamente un sistema “meccanico” di sicurezza in caso di malfunzionamento o avaria.
Il sistema è stato progettato e sviluppato da Continental che, come già detto, non produce solo pneumatici.
L’MK C1 della Giulia consiste in un unico modulo che raggruppa la pompa ed il serbatoio del fluido frenante. E’ collegato all’impianto elettrico ed elettronico dell’auto ed alle tubazioni che portano il fluido alle pinze dei freni.

Scompare così l’attuatore a depressione e la relativa pompa del vuoto (il cosiddetto servofreno).

Si risparmiano così circa 10 cm di spazio e, soprattutto, dai 3 ai 4 kg di peso rispetto ad un impianto frenante tradizionale.

Freni elettroidraulici by wire Alfa Giulia
Freni elettroidraulici by wire Alfa Romeo Giulia

Lo MK C1 ingloba tutte le funzioni: l’ ABS, l’ESC, il freno di parcheggio, la frenata di emergenza EBA (la protezione dei pedoni) e la frenata rigenerativa ‘illimitata’.
La pressione idraulica nell’impianto viene quindi creata da una pompa elettrica. La pompa collegata al pedale è ancora presente ma normalmente, se non percepisce alcun malfunzionamento, lavora in maniera unidirezionale. In pratica interviene soltanto per trasferire al pedale del freno la pressione generata dall’emulatore per riprodurre il feeling sul pedale di un impianto classico. Che altrimenti potrebbe sembrare “finto” e generare molte apprensioni (ed errori di pressione) nel conducente. Pensate di frenare con un pedale senza resistenza a mo’ di videogioco…

GommeMigliorPrezzoIl movimento del pedale (attraverso questa pompa) viene letto da sensori che mandano il segnale alla pompa azionata dal motore elettrico BLDC. Il movimento circolare del motore elettrico viene tradotto in pressione tramite un sistema “a circolazione di sfere” (usato molti anni fa per il servosterzo). In caso di guasto la frenata passa alla pompa collegata al pedale grazie ad un sistema a valvole.

Le dimensioni di questa pompa in caso di malfunzionamento garantiscono comunque la decelerazione minima prescritta dalle norme: 6,43 m/s2 con una pressione sul pedale di 500 N.

L’accoppiamento solo simulato fra il pedale e la (vera) pompa dei freni ha diversi vantaggi. In primis l’assenza di reazioni al pedale in caso di intervento dell’ABS. Inoltre il feeling e le modalità di frenata sono impostabili via software, quindi ogni casa potrà adeguarli al proprio stile di guida.
I sensori interpretano anche il tipo di frenata cercato dal guidatore: se è dolce, la modulazione della potenza frenante verrà interpretata attraverso la corsa del pedale. In caso invece di frenata d’emergenza la verrà interpretata invece tramite la pressione esercitata sul pedale del freno.

Il sistema è inoltre perfetto per le automobili ibride.

Questo visto che la frenata rigenerativa (che produce energia per le batterie) è possibile solo in un certo campo di velocità. Lo MK C1 nasce pensando anche a queste situazioni: riesce comunque a recuperare energia e garantire la frenata dovuta. A differenza di un impianto tradizionale che, in caso di frenata brusca non ricarica le batterie per trasferire il massimo della potenza al circuito idraulico.

Più in generale comunque i freni elettroidraulici utilizzati dalla Alfa Romeo Giulia si caratterizzano per:

  • La pressione circa 3 volte superiore rispetto ai sistemi attuali. Sono quindi molto ‘veloci’.
  • L’essere pronti per la guida autonoma.
  • La semplificazione dell’impianto frenante.
  • L’assenza di vibrazioni anche in caso di intervento dell’ABS.



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