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Freni Elettroidraulici Alfa Romeo prodotti da Continental

 Freni Elettroidraulici Alfa Romeo prodotti da Continental

Continental non produce solo pneumatici, ma tantissimi prodotti in ambito automotive tra cui l’intero impianto frenante.

Al ContiTrackDay 2018, tenutosi al circuito di Guida Sicura ACI-Sara di Lainate, Continental ha presentato molte novità.
Novità che sono state esposte nell’ambito di un accordo con Alfa Romeo e le relative dimostrazioni fatte ovviamente su Stelvio e Giulia.
Il progetto “Vision Zero”, volto a contribuire alla riduzione del numero di incidenti, include una lunga serie di prodotti. Sistemi di infotainment, nuovi sistemi TPMS, novità in fatto di gomme e freni.

Tra le tante novità oggi vogliamo parlare dei Freni Elettroidraulici.

Pneuzilla SQ ADVI veicoli testati sono delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio grazie alla collaborazione storica tra FCA FIAT e ATE. Ate produce pinze degli impianti frenanti nel gruppo TEVES, gruppo acquisito da Continental nel 1998. Qui l’approfondimento tecnico sull’impianto frenante.

L’impianto frenante elettroidraulico, battezzato MK C1, ha la particolarità di combinare attuazione e modulazione dei freni. Trasferendo la pressione alle pinze dei freni in maniera più rapida. E’ realmente by-wire, quindi il pedale del freno è normalmente collegato solo ad un sensore elettronico. Un collegamento con l’impianto idraulico a dire il vero esiste, ma interviene solo in casi di emergenza. Non ha un vero servofreno, è tutto integrato in un modulo dal peso ridotto, con un risparmio di circa 3 o 4 kg rispetto ad un sistema tradizionale.

Racconta Francesco Aresi, Direttore Vendite IAM di Continental
“I nostri test hanno messo a confronto il sistema frenante integrato MK C1 con un sistema tradizionale. Osservando il comportamento di frenata a 30 Km/h e a 60 km/h. Nel primo caso l’arresto dell’auto con il sistema MK C1 avviene a circa 4,1 metri, mentre l’altra auto si ferma a circa 6,8 metri dal punto di frenata. Nel secondo caso le distanze misurano rispettivamente 19 e 24 metri. L’auto del futuro non può prescindere dal costante miglioramento di questi parametri”.



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